venerdì, luglio 23, 2010

Corte Internazionale di Comicità


La decisione della CIG sulla questione Kosovara è finalmente nota.
Non è un mistero che le giurisdizioni internazionali (purtroppo) tendano ad annacquare il diritto negli equilibri politici, dovendo sopportare una pressione molto forte e non essendo d'altra parte sostenute da autorevolezza e mezzi che sono propri delle curie nazionali.
Eppure sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di meglio.
Mi spiego: il problema non è la parte che questo pronunciamento può agevolare o meno, bensì l'assurdità del pronunciamento stesso.
Se la CIG avesse tirato fuori dal cilindro una pronuncia di alto valore tecnico giuridico, spiegandoci che la via intrapresa dal Kosovo è legittima (o negandolo che ripeto per chi scrive sarebbe lo stesso) e facendo chiarezza su alcune delle questioni più complesse che affliggono il diritto internazionale (sovranità statuale e autodeterminazione dei popoli ad esempio) note anche ad uno studente del primo anno che si barcameni sul nobile testo del Conforti, beh in quel caso le Nazioni Unite (di cui la CIG è organo) avrebbero fatto bene il proprio lavoro e ne avrebbero guadagnato in autorevolezza, moral suasion e quant'altro.
Invece abbiamo tra le mani una sentenza piena di contraddizioni, a mio parere poco decisiva per entrambe le istanze, e soprattutto foriera di un messaggio di forte debolezza.
I coraggiosi giudici dell'Aja prima interpretano a modo loro il quesito posto dall'Assemblea Generale (che pure definiscono "assolutamente chiaro", e pensa se non lo fosse stato): ci dicono che non esiste una norma nel diritto internazionale che vieti una dichiarazione unilaterale di indipendenza (ma và?) ma non si pronunciano nè sul fatto che un tale atto possa avere conseguenze effettive (testualmente dicono che non è stato chiesto loro se il diritto internazionale riconosca al Kosovo una legittimazione (entitlement) a dichiarare unilateralmente la propria indipendenza, nè tantomeno se tale legittimazione a secedere da un altro Stato esista nel diritto internazionale.
Ma non è finita.
La CIG riconosce che l'integrità territoriale degli Stati e la sua intangibilità sono principi fondamentali del sistema (art. 2 comma quarto della Carta ONU) e che tutti i casi precedenti (e analoghi a quello Kosovaro) sono stati respinti. Ma in quei casi perchè tali dichiarazioni erano il frutto di un uso illegittimo della forza, sanzionato dalla Carta dell'ONU.
Non in questo caso però, (non lo affermano direttamente loro, figuriamoci, si limitano a registrare che il Consiglio di Sicurezza non si è mai pronunciato in tal senso).
Forse la campagna militare del 1999 (qualunque opinione morale si abbia a riguardo, e chi scrive le considera tutte rispettabili) non è stata - secondo il diritto internazionale - del tutto illegittima?
Ci sarebbe tanto altro da aggiungere, ad esempio il fatto che la dichiarazione di Pristina non viola la Risoluzione 1244, poichè quest'ultima parla di sovranità jugoslava sulla Provincia ma ha una valenza che viene affievolita al rango di accordo temporaneo tra le parti, e non contiene alcun divieto ad una dichiarazione di indipendenza (!)...
Lascio ulteriori considerazioni a persone assai più qualificate del sottoscritto, ma non riesco a esimermi, da avvocato, da appassionato di diritto internazionale, da sostenitore delle Nazioni Unite e del sistema di relazioni internazionali, dall'esprimere profonda delusione.
E una certa preoccupazione per le conseguenze che questa pronuncia potrebbe comportare (ben oltre il Kosovo).

3 Comments:

At 11:30 PM, Blogger Lina said...

concordo.. delusione piu' totale e profonda preoccupazione

 
At 1:53 PM, Blogger beppe said...

Segnalo un interessante post di Ari Rusila http://arirusila.wordpress.com/2010/07/22/kosovo-after-icj-ruling/ e il lucido commento (come di consueto) di Roberto (più comprensivo del sottoscritto verso la Corte) http://pasudest.blogspot.com/2010/07/kosovo-la-decisione-dellicj-puo-essere.html

 
At 11:51 AM, Blogger Roberto Spagnoli said...

Troppo buono, Beppe (e ben tornato). Le tue osservazioni mi sembrano molto pertinenti. D'altra parte la mia "comprensione" verso la Corte dipende dal fatto che secondo me il caso del Kosovo è effettivamente un caso diverso da altri e che i giudici si sono trovati nella scomoda condizione di dover aggiungere un nuovo e non secondario paragrafo a quell'articolato e per niente compiuto complesso di norme che chiamiamo "diritto internazionale". In una situazione in cui ormai, piaccia o no, l'indipendenza è un dato irreversibile. Del resto, e per fortuna, le sentenze non sono le "tavole della legge" (e quello dell'Icj è solo un parere consultivo).

 

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